Le colline dell’Appennino reggiano sono uno di quei posti che si capiscono solo girandoli a piedi, o in macchina con i finestrini abbassati. Chi viene in acetaia ci chiede sempre la stessa cosa: “Dove possiamo fermarci a mangiare? Cosa c’è da vedere qui intorno?”. Abbiamo messo per iscritto il nostro itinerario preferito, quello che facciamo fare alle persone che si fermano un fine settimana.

Baiso e dintorni

Si parte da Baiso, dove sta l’acetaia: poche case in cima a un dosso, la torre, e sotto la valle del Tresinaro. Bastano pochi minuti di strada per arrivare a Viano o a Castellarano, con il suo borgo antico affacciato sulla Secchia. È il modo più semplice per capire com’è fatto questo pezzo di Appennino: creste, calanchi e vigne che si arrampicano dove riescono.

Il Castello di Canossa

Poco più di mezz’ora di macchina, in mezzo a un calanco di pietra bianca, c’è quello che resta del castello di Matilde di Canossa. È un rudere, non aspettatevi un castello da copertina, ma il posto è uno dei più suggestivi dell’Appennino. La vista da lassù arriva fino al Po nei giorni limpidi. Un’ora basta; orari e biglietti li trovate sul sito ufficiale. Se siete fortunati prendete un giorno di vento.

Le pievi romaniche

Tutta la zona è disseminata di pievi del Mille. Le nostre preferite sono San Vitale di Carpineti e la Pieve di Toano: arenaria bionda, capitelli scolpiti a mano, silenzio. Sono quasi sempre aperte, mai affollate.

Una sosta per mangiare

Per il pranzo non facciamo nomi: le trattorie dei paesi qui intorno (Baiso, Carpineti, Viano) cambiano di stagione in stagione e preferiamo consigliarvele a voce, quando siete qui. La regola vale dappertutto: menù corto, tagliatelle tirate a mano, erbazzone, e se c’è la cacciagione in autunno vuol dire che siete nel posto giusto. La domenica è meglio prenotare.

Per chi vuole camminare

Il Monte Valestra, sopra Carpineti, è la passeggiata che consigliamo più spesso: si sale in un’ora abbondante fra bosco e roccia, e dalla cima si vedono insieme la pianura e il crinale. Non serve essere alpinisti: bastano scarpe comode e una bottiglietta d’acqua. Chi ha una giornata intera davanti può spingersi fino alla Pietra di Bismantova, il monolite che Dante mise nel Purgatorio: è più lontana, ma vale il viaggio.

Dove dormire

Pochi chilometri da noi ci sono alcuni agriturismi che ci sentiamo di raccomandare per stile, cucina e accoglienza vera: i contatti ve li passiamo volentieri se ce li chiedete, perché sono posti piccoli e vogliamo che continuino a esserlo.


Per chi viene da fuori regione: l’autostrada A1 esce a Reggio Emilia, da lì una quarantina di minuti di provinciali che salgono verso l’Appennino. Per chi arriva in treno, la stazione AV Mediopadana è sulla stessa direttrice: da lì in poi serve la macchina, perché quassù i mezzi pubblici sono pochi.