La nostra acetaia vi aspetta a Levizzano di Baiso, tra le verdi colline dell’Appennino Reggiano. Questa parte di Emilia-Romagna custodisce una bellezza autentica, da scoprire senza fretta. Strade panoramiche che salgono e scendono svelano borghi storici, pievi romaniche e castelli matildici, regalando scorci sempre nuovi.
Nelle prossime righe troverete i nostri consigli su cosa visitare nei dintorni. Non indichiamo distanze o tempi di percorrenza: ogni percorso offre il suo ritmo. Vi consigliamo solo di verificare orari e aperture sui siti ufficiali prima di partire.
Baiso
Baiso è un comune della provincia di Reggio Emilia, sulle colline dell’appennino reggiano. La nostra famiglia è originaria di Sassuolo, in provincia di Modena, ma l’azienda e l’acetaia sono qui, nel territorio del comune di Baiso.
L’acetaia è dentro la casa di famiglia: muri in pietra e travi di legno, più di cento botti di legni diversi. D’estate la casa scalda, d’inverno raffredda, e sono le stagioni a far lavorare il condimento. Le vigne, che coltiviamo noi, salgono sulle colline attorno al paese: solo tre uve, spergola, trebbiano e grasparossa. La spergola è un vitigno bianco storicamente legato all’area reggiana. Se volete sapere come è nata l’acetaia, lo raccontiamo nella pagina chi siamo.
Castellarano e Viano
Castellarano e Viano sono due comuni della provincia di Reggio Emilia, sullo stesso versante dell’appennino in cui siamo noi. Castellarano si affaccia sul fiume Secchia e ha un borgo storico.
Il castello di Canossa e la contessa Matilde
Nel gennaio 1077 l’imperatore Enrico IV fece penitenza davanti a papa Gregorio VII presso il castello di Canossa, dove il papa era ospite della contessa Matilde di Canossa. Da quell’episodio deriva l’espressione “andare a Canossa”, cioè piegare l’orgoglio e chiedere perdono: capita di usarla senza sapere che il posto esiste davvero e che sta nella nostra stessa provincia.
Del castello oggi resta un rudere, su uno sperone di arenaria chiara. È un sito visitabile, ma orari e biglietti variano: controllate il sito ufficiale prima di partire, così non fate il viaggio a vuoto.
Matilde, morta nel 1115, fu una delle figure più potenti dell’Italia del suo tempo, e a lei si legano numerosi castelli dell’appennino reggiano.
Quattro Castella
Restando in area matildica, Quattro Castella è un comune della provincia di Reggio Emilia che prende il nome da quattro colli un tempo fortificati. I quattro siti si trovano oggi in stati di conservazione molto diversi, quindi conviene informarsi su che cosa è visitabile prima di partire.
Le pievi romaniche
La zona è ricca di pievi romaniche. Fra queste meritano di essere visitate la Pieve di San Vitale di Carpineti e la pieve di Toano, in due comuni della provincia di Reggio Emilia. Non riportiamo date di fondazione, perché ogni pieve ha la sua storia e le datazioni vanno verificate una per una. Restano luoghi di culto, quindi chi vuole trovare la porta aperta si informi prima.
Per chi vuole camminare
Il Monte Valestra è un rilievo roccioso dell’appennino reggiano, nella zona di Carpineti, ed è meta di escursioni. Nel comune di Castelnovo ne’ Monti, sempre in provincia di Reggio Emilia, c’è la Pietra di Bismantova, la formazione rocciosa che Dante cita nel Purgatorio.
Per entrambi servono scarpe adatte e una cartina aggiornata: dislivelli e tempi di salita cambiano a seconda del sentiero percorso.
La cucina di queste colline
Fra i piatti e i prodotti della tradizione reggiana ci sono l’erbazzone, le tagliatelle e il Parmigiano Reggiano DOP, che si produce anche in provincia di Reggio Emilia. Non facciamo nomi di trattorie o di agriturismi: sono attività di altri e cambiano nel tempo, meglio chiedere sul posto.
Su un Parmigiano Reggiano stagionato ci sta bene la L’Asèj ed Garzè Riserva: è il nostro condimento agrodolce più invecchiato, oltre 20 anni di botte, e per questo il più denso, si usa a crudo, poche gocce alla volta. Accanto alla Riserva abbiamo L’Asèj ed Garzè, il condimento balsamico agrodolce di 5 anni, più fluido, quello di tutti i giorni, che regge anche il calore di una sfumatura a fine cottura, e L’Asèj Bòun, il condimento agrodolce bianco da sole uve bianche, invecchiato 3 anni. Tutti e tre nascono dalle stesse vigne biologiche. Li trovate descritti uno per uno nella pagina i nostri condimenti.
Come si arriva
Chi viene da fuori regione in macchina ha il casello autostradale A1 “Reggio Emilia”. Chi viaggia in treno ha la stazione dell’alta velocità Reggio Emilia AV Mediopadana, sulla linea fra Milano e Bologna. Da entrambi i punti si prosegue in auto verso le colline.
Venire a vedere l’acetaia
Ti aspettiamo su appuntamento per aprirti le porte della nostra acetaia e mostrarti dove nascono i nostri condimenti balsamici agrodolci. Il viaggio comincia dalla vendemmia: cuociamo il mosto delle nostre uve biologiche e lo lasciamo fermentare, maturare e invecchiare in botti di legni diversi, fedeli all’antica ricetta modenese. Ogni botte respira attraverso un telo di cotone posto sulla sua bocca, che protegge il prodotto lasciandolo maturare in simbiosi con la natura. Da quel momento in poi, il nostro lavoro è fatto solo di cura, travasi e paziente attesa. Un rito puro, senza l’uso di additivi o coloranti.