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Chi siamo

Una famiglia, un'acetaia sulle colline di Baiso, più di ottanta botti che lavorano in silenzio.

Padre e figlio sorridenti tra le botti nel sottotetto dell'acetaia Gargeto

Siamo una famiglia di Sassuolo: mamma, papà e tre figli.

Quello che inizialmente era il sogno di nostro padre è diventato oggi un progetto condiviso da tutti noi. In casa nostra l'aceto è sempre stato un elemento fondamentale: sulla tavola di ogni giorno, nei piatti delle feste, nei ricordi di famiglia.

Da quel sogno è nata un'acetaia artigianale che oggi conta più di 80 botti in batteria, dove il mosto cotto delle nostre uve riposa e matura anno dopo anno.

L'acetaia si trova a Baiso, sulle colline dell'appennino reggiano: aria fresca, inverni lunghi ed estati asciutte, le condizioni che il mosto cotto chiede per prendere il suo tempo. Ora vogliamo portare questo sapore anche nei vostri pasti.

Il papà al lavoro tra le botti dell'acetaia artigianale
La batteria di botti nella sala in pietra dell'acetaia Gargeto

Come lavoriamo

Seguiamo l'antica ricetta modenese, quella che in Emilia si tramanda di generazione in generazione. Cuociamo lentamente il mosto delle nostre uve (spergola, trebbiano e grasparossa, coltivate da noi) e lo affidiamo alle botti: legni diversi, ognuno con il suo profumo, ognuno con qualcosa da dare.

Ogni anno travasiamo a mano, botte dopo botte, e lasciamo che sia il tempo a fare il resto. Nessun additivo, nessun colorante, nessuna scorciatoia: solo uva, tempo e cura.

È un lavoro lento, fatto di gesti ripetuti e di pazienza. Ma è l'unico modo che conosciamo per ottenere un condimento balsamico che sappia davvero di casa nostra.

Il rituale del telo di cotone sulla bocca della botte durante il travaso
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